11 marzo 2016

Oggi ricorre il quinto anniversario del terremoto e del conseguente tsunami in cui fu coinvolta la centrale nucleare di Fukushima. Quella vicenda, oltre ai molteplici aspetti di interesse nel settore della sicurezza nucleare,  ha assunto anche il valore emblematico di una situazione di crisi che genera uno stato di emergenza con conseguenze che non tengono conto dei  confini stabiliti dalla tecnologia, dalle barriere fisiche o organizzative.

Il valore emblematico di quella vicenda è ripreso nel libro SAFETY-I E SAFETY-II di Erik Hollnagel in corso di stampa nella sua traduzione italiana da parte di Hirelia Edizioni. Dal capitolo 6, Il bisogno di cambiare, possiamo riportare il seguente estratto

“Un esempio di estesi accoppiamenti orizzontali è fornito dal terremoto che ha colpito il Giappone l’11 marzo 2011. Mentre l’interesse dominante, per molte ragioni, è stato focalizzato sugli effetti che lo tsunami ha avuto sulla centrale nucleare di Fukushima, ci sono state altrettanto importanti conseguenze.  La Toyota, principale casa automobilistica del Giappone, largamente presente con vari stabilimenti nel nord del paese, ha risentito in maniera importante dell’evento. Sebbene il terremoto non abbia direttamente compromesso le fabbriche del costruttore, ha pesantemente interrotto la catena di approvvigionamento e distribuzione. I moderni sistemi di produzione richiedono un costante e preciso flusso di componenti e materiali, dalle fonti a monte della fabbricazione, e ogni interruzione può essere fatale. Tale dipendenza rende necessario estendere il confine del sistema per includere quegli eventi che si verificano a monte, per allontanare, per quanto possibile, la possibilità di accadimento di qualsivoglia interruzione. Parimenti, potrebbe essere necessario ampliare il confine fino a includere che cosa accade a valle, per prevenire conseguenze non volute.

In generale, diviene necessario osservare le dipendenze funzionali tra il sistema considerato e altri sistemi confinanti, per iniziare a comprendere dipendenze e vulnerabilità. In altre parole, occorre ampliare lo scopo del sistema dal particolare al globale.”

E ancora:

“Di converso, un sistema è intrattabile se le regole del suo funzionamento sono solo parzialmente conosciute, (o, in estremo, completamente sconosciute), se le sue descrizioni sono elaborate e molto dettagliate, e se esso muta ancor prima che una descrizione possa essere completata. Esempio di ciò potrebbe essere la gestione dell’emergenza successiva a un disastro naturale…”

La preparazione delle organizzazioni alla gestione delle emergenze richiede la comprensione della natura sistemica delle interazioni tra fattori e condizioni. Una preparazione troppo meccanica e concentrata solo sull’addestramento del personale a seguire un modello di comportamento, potrebbe rivelarsi inadeguata di fronte al variare delle situazioni. Non c’è bisogno di aspettare disastri di proporzioni paragonabili allo tsunami dell’11 marzo 2011 per comprendere l’importanza di una migliore preparazione delle organizzazioni agli scenari di crisi.

 

 

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