La differenza tra situazioni di emergenza e situazioni ordinarie non sta solo nella eccezionalità degli eventi che spesso sono etichettati come emergenza, ma nella più rilevante (e cruciale) insufficienza di risorse che caratterizza l’emergenza rispetto all’ordinarietà.

Si può dire che il lavoro è svolto in condizioni ordinarie quando la pianificazione delle attività e la disponibilità delle risorse riescono ad assicurare una soddisfacente funzionalità nonostante l’inevitabile variabilità delle condizioni del contesto socio-tecnico. In questi casi, le cose vanno avanti più o meno come immaginato. E quel “più o meno” è molto importante. Che le cose non possano andare esattamente come immaginato è, infatti, del tutto normale: tra la fase della progettazione e quella dell’attuazione esistono diversi livelli di sfasamento temporale, spaziale e negli attori coinvolti. In questo sfasamento, è inevitabile che si manifesti una variabilità degli ambienti, degli strumenti tecnici e materiali , delle interazioni sociali. La gestione di queste variabilità corrisponde in gran parte alla capacità delle persone di gestire il rischio residuo. Un lavoro è ordinario quando, per tutte le persone implicate, competenze, capacità e risorse per gestire il rischio residuo sono sufficienti a fare sì che le cose procedano in modo soddisfacente (non necessariamente in modo ottimizzato). Tra queste competenze rientrano, a esempio tanto la disponibilità di strumenti e materiali, quanto l’accesso alle informazioni pertinenti; tanto sistemi di interfaccia uomo-macchina funzionanti, quanto la coordinazione tra i ruoli. Insomma, tanto le risorse “hardware” e tecniche, quanto quelle “software” e non-tecniche.

escursione delle variabilitàPossiamo dire che lo stesso lavoro viene svolto in condizioni anomale sel’escursione della variabilità è amplificata da qualche fattore o condizione particolare (a esempio una rottura o la presenza di un numero ridotto di persone a parità di carico di lavoro). Quando questi fattori o condizioni non producono effetti così intensi da rendere necessaria l’interruzione del lavoro programmato, allora possiamo facilmente vedere che le persone erogano un più impegnativo sforzo di adattamento , ma sempre restando finalizzate allo svolgimento dell’attività programmata.

Quando, invece, le escursioni della variabilità più o meno prevedibile hanno intensità tale da rendere necessario interrompere l’attività, prima di tutto per mettersi in condizione di salvaguardia della propria incolumità, allora si può parlare di emergenza.

Come si vede, la differenza tra ordinarietà, anomalia ed emergenza sta nel rapporto tra l’ampiezza della escursione delle variabilità che, inevitabilmente, allontanano il lavoro effettivamente svolto da quello pianificato a tavolino e le risorse di adattamento disponibili e accessibili ai lavoratori. Risorse e competenze, va ricordato ancora, tecniche e non-tecniche . Quando la variabilità è governabile accedendo senza particolari sforzi alle risorse di adattamento, il lavoro è in condizioni normali, Quando la variabilità è governabile accedendo alle risorse e competenze di adattamento, ma con uno sforzo non abituale, allora il lavoro è in condizioni anomale. Quando, nonostante gli sforzi di adattamento non è possibile o ragionevole proseguire il lavoro programmato e si deve fare un’altra attività (a esempio mettersi in sicurezza) allora si presentano le condizioni di emergenza.

Condizioni normali, anomale e di emergenza sono quindi distinguibili in base a un preciso criterio, ma questa differenza si accompagna anche a una uguaglianza: la presenza in tutte le condizioni di lavoro di una variabilità più o meno prevedibile. Le competenze che gli operatori esercitano non sono tutte completamente diverse passando da una condizione di lavoro ordinaria, a una anomala a una di emergenza, anzi esse sono in gran parte in continuità. Per questo motivo possiamo dire che la preparazione a gestire le emergenze è una occasione per sviluppare competenze che servono anche nelle condizioni ordinarie.

 

 

Un pensiero su “LA FORMAZIONE SULLE EMERGENZE OLTRE IL SOLITO ADDESTRAMENTO. La preparazione alle situazioni di emergenza è la migliore palestra per la preparazione alle situazioni ordinarie

  1. [..] La differenza tra situazioni di emergenza e situazioni ordinarie non sta solo nella eccezionalità degli eventi che spesso sono etichettati come emergenza, ma nella più rilevante (e cruciale) insufficienza di risorse che caratterizza l’emergenza rispetto all’ordinarietà. [..]

    Concordo
    Tipico esempio é lo spazio confinato dove in caso di emergenza tutto diventa più difficile anzi ciò che in condizioni normale sarebbe affrontabile in uno spazio confinato diventa difficile, difficoltoso, impegnativo

    Chiama i soccorsi… Il telefonino prende?
    Distendi l’infortunato… in terra ci sono 5 centimetri di melma!
    Eseguiamo il BLS… dove?

    Ovviamente per non parlare di locali al buio, con poco ossigeno, magari con gas velenosi ecc.
    Insufficienza di risorse!!

    Cordiali saluti
    Francesco Cuccuini

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